Strasburgo. La pubblica amministrazione non può, a distanza di anni, vanificare un giudicato con una delibera adottata in via di autotutela.

05.10.2017 News
CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO. M. ed altri c/ Italia Sentenza del 5 ottobre 2017 Requéte n. 32269/2009 La Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia, per la violazione degli articoli 6 § 1 ed 1 del protocollo 1 della Convenzione, ad un risarcimento per danni materiali e morali, nella misura di euro 245.000,00, da versare agli aventi diritto al netto di ogni tipo di imposta. I giudici europei hanno ritenuto che una delibera adottata in sede di autotutela da parte di un ente locale, con la quale, al fine di evitare l'esecuzione di un giudicato formatosi in sede amministrativa, rappresentato da una sentenza del Consiglio di Stato, venivano revocati, a distanza di oltre venti anni, gli atti che avevano portato alla condanna dell'ente, oltre a rappresentare un'indebita ingerenza da parte della pubblica amministrazione nella sfera degli interessi dei privati, vanificasse il principio della certezza del diritto con riferimento al giudicato di cui innanzi e quelli del giusto processo, determinando, poi, l'ulteriore violazione dell'articolo 1 del protocollo addizionale, sul piano squisitamente patrimoniale. In allegato la traduzione non ufficiale della decisione curata dall'avvocato Ermelinda Vetrone.
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