Curriculum dell' Avv. Giovanni Romano

L'Avv. Giovanni Romano svolge la professione forense dal 1975.

E' avvocato abilitato all'esercizio dinanzi alle giurisdizioni superiori dal 1993.Si è, nel corso della propria attività professionale, occupato, in particolare, di diritto del lavoro e di diritto amministrativo, nonchè di contenzioso elettorale. Dal 1989, dedica una cura particolare alle problematiche del giusto processo, con prevalente attenzione a quelle collegate al rispetto del termine di ragionevole durata, interessandosi della tutela dei diritti dell'Uomo e delle libertà fondamentali dinanzi alla Corte di Strasburgo.

Esperienze professionali e formative

E' stato responsabile degli aspetti accademici e pedagogici del progetto "Lineamenti del codice deontologico del giurista europeo", promosso con il sostegno della Commissione Europea nell'ambito dell'azione "Robert Schuman" dal Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Benevento, in collaborazione con l'Università degli Studi del Sannio ed il Centro di Documentazione e Cultura Europeo.

Componente, per tre bienni, del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Benevento, rivestendo dapprima la carica di Tesoriere e successivamente quella di Segretario, è stato rieletto alla carica di consigliere nel corso delle elezioni dell' Ordine Forense per il biennio 2004/2005.

E' stato componente del Comitato di Redazione della Rivista giuridica del Molise e del Sannio, edita dalla E.S.I. di Napoli.

Ha fatto parte del corpo dei docenti indicati per la formazione di funzionari della P.A., nell'ambito del Programma Operativo inoltrato dall'Università degli Studi del Sannio al Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E' stato componente della Commissione di esami per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, presso la Corte di Appello di Napoli, nel biennio 2000/2001.

E' stato intervistato dalle seguenti testate: L'Espresso, Il Sole 24Ore, Corriere della Sera su tematiche inerenti il suo impegno portato avanti dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, con sede in Strasburgo.

E' stato componente del Comitato Scientifico preposto al "Corso di specializzazione per le professioni legali internazionali ed europee" (tenutosi in Benevento nell'aprile - giugno 2005), realizzato con il patrocinio della Provincia di Benevento e nato dalla collaborazione tra l'Istituto di Studi Giuridici Internazionali - Sezione di Napoli - del CNR, il DIpartimento di Analisi dei Sistemi Economici e Sociali dell'Università del Sannio (DASES), l'Associazione Eurojuris di Benevento (di cui l'avv. Giovanni Romano è Presidente) e la Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI) - Sezione della Campania.

Con decreto del Presidente della Giunta Regionale della Campania del 21 febbraio 2005, è stato nominato "Commissario per il risanamento della Comunità Montana del Taburno", conseguendo l'obiettivo assegnatogli.

Ha svolto l'incarico di Direzione e Coordinamento del "I Corso di specializzazione Carlo Sforza nella professione legale Europea ed internazionale", svoltosi in Strasburgo, presso la sede dell'Istituto Italiano di cultura", dal 2 luglio al 7 settembre 2007.

Ha svolto il medesimo incarico anche in occasione del "II Corso di specializzazione Carlo Sforza nella professione legale Europea ed internazionale", svoltosi in Strasburgo, presso la sede dell'Istituto Italiano di cultura", dal 2 giugno al 6 settembre 2008.

Ha diretto e coordinato il "III Corso di specializzazione Carlo Sforza nella professione legale Europea ed internazionale", che si è tenuto in Strasburgo, presso la sede dell'Istituto Italiano di cultura", dal 6 luglio al 5 settembre 2009. 

Ha svolto una relazione avente ad oggetto la "Legislazione comunitaria in materia penale e processuale. Prevalenza delle fonti sovranazionali e adeguamento del diritto interno", in data 22 ottobre 2010 in occasione di un momento formativo organizzato dall'Ordine di Benevento.

Ha svolto attività di direzione, coordinamento e docenza nell'ambito del Corso di specializzazione Robert Schuman, tenutosi in Strasburgo dal 2 al 16 luglio 2010, per la preparazione alla professione legale Europea ed Internazionale, riconosciuta valida ai fini degli accrediti formativi dal Consiglio Nazionale Forense.

Ha svolto una relazione avente ad oggetto la "Irragionevole durata dei processi" in occasione di un momento formativo organizzato dall'Agit presso la Sala Arengario del Palazzo di Giustizia di Napoli in data 20 aprile 2011.

Ha tenuto una lezione agli allievi della LUMSA di Roma, sede di Palermo, in data 30 marzo 2011, in Strasburgo, nel corso dell'espletamento del progetto "Sulla via di Strasburgo" finalizzato a consentire la partecipazione "orientata" ad una udienza presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, su incarico ed in collaborazione con la Cattedra di diritto processuale penale della predetta Università.

Riveste la carica di Direttore Generale di DUit Diritti Umani in Italia.

E' intervenuto, come relatore, ad un seminario organizzato dalla FLC CGIL a Firenze nelle giornate dell'8 e del 9 maggio 2012, parlando della "Tutela del lavoro in ambito europeo tra giudice comunitario e giudice internazionale".

In data 29 maggio 2012, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Strasburgo ha deliberato all'unanimità la iscrizione all'Albo di Strasburgo, come sede secondaria, dello Studio legale ivi avente sede e degli avvocati che lo compongono: avv. Giovanni Romano, avv. Paola Genito ed avv. Salvatore Forgione.

E' stato presidente della XVI Commissione di esami per il conseguimento dell'abilitazione all'esercizio della professione forense presso il distretto della Corte di Appello di Napoli in occasione della Sessione 2010/2011.

Avvocato Giovanni Romano

Interventi e pubblicazioni

  • Il Sole 24 Ore intervista l'Avv. Romano – Di seguito, il testo dell'intervista concessa dall'Avv. Romano a "Il Sole 24 Ore" del 07.03.2019: Leggi
  • Sentenza Corte Costituzionale n. 34 del 06.03.2019 – Corte Costituzionale Sentenza n. 34 del 2019 Ancora una modifica alla Legge Pinto, la Consulta elimina l’istanza di prelievo quale condizione di proponibilità della domanda. Il Giudice delle Leggi interviene nuovamente sul giudizio di equa riparazione per l’irragionevole durata dei processi, dichiarando l’incostituzionalità della c.d. Legge Pinto nella parte in cui prevede che la presentazione dell’istanza di prelievo nei giudizi amministrativi sia condizione di proponibilità della domanda indennitaria. Occorre ricordare che la normativa, sul punto, a seguito di reiterate modifiche, risultava formulata nel senso che l’istanza di prelievo dovesse considerarsi come «rimedio preventivo» (v. art. 1-ter, comma 3, l. n. 89/01), da presentarsi «almeno sei mesi prima che siano trascorsi i termini di cui all’articolo 2, comma 2-bis» (e, cioè, tre anni per il primo grado e due anni per il secondo grado), stabilendo l’inammissibilità della «domanda di equa riparazione proposta dal soggetto che non ha esperito i rimedi preventivi della irragionevole durata del processo», tra cui, come detto, l’istanza di prelievo nel giudizio amministrativo. Ora la Consulta ha stabilito che tale disposizione viola l’art. 117 Cost., in relazione agli artt. 6, paragrafo 1, e 13 CEDU, in quanto, secondo la costante giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, i rimedi preventivi, volti ad evitare che la durata del procedimento diventi eccessivamente lunga, sono ammissibili solo se “effettivi” e, cioè, nella misura in cui velocizzino la decisione da parte del giudice competente (vedi CEDU, Grande Camera, sentenza 29 marzo 2006, Scordino contro Italia e CEDU, sentenza 2 giugno 2009, Daddi contro Italia). Secondo la Corte Costituzionale, mentre per la giurisprudenza europea il rimedio preventivo è tale se efficacemente sollecitatorio, l’istanza di prelievo costituisce un adempimento meramente formale ed il suo mancato deposito non può, dunque, essere sanzionato con l’improponibilità della domanda di indennizzo, non essendo ciò in sintonia, né con l’obiettivo del contenimento della durata del processo, né con quello risarcitorio per il caso di sua eccessiva durata, ma potendo al più assumere rilievo ai fini di una diversa quantificazione dell’indennizzo.
  • La questione del "prelievo" quale presupposto processuale nel procedimento ex lege Pinto rimessa alla Corte Costituzionale – Scarica il contenuto dal box a lato "Allegati"
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